Quando in un bosco ne percepisci la bellezza e diventi tutt'uno con il bosco, allora, intuitivamente, sei in armonia e in pace con le Dee e con gli Dei. Essi sono parte della nostra vera natura, la nostra Natura Profonda, e quando siamo separati dalla nostra vera natura, viviamo nella paura. Percepire questa normalità vuol dire dare un senso reale al vivere che è insito in tutte le cose.

Intraprendere la Via Romana al Divino significa iniziare un percorso di risveglio: praticando l'attenzione e la consapevolezza continua ci incamminiamo lungo una strada sapendo che ciò che conta è il cammino per sè più che la destinazione.

When you, entering a forest, perceive the beauty of the forest and you feel to be in a complete harmony with it, then, intuitively, you are in peace with the Deities. They are an essential part of our real nature, our Deep Nature, and when we are separated by our real nature we live in the fear. Perceiving such normality means giving a real sense to our lives.

Undertaking the Roman Via to the Deities implies a path to awakening: with the practice of continuing consciousness and awareness we undertake our walking knowing that taking the path is more important than the destination itself
.

sabato 6 dicembre 2014

Consideration

"To Consider" (sidus = star, sidera = stars) means reflecting on the position of the stars and their implications supplied by sacred geometry. This term, if removed from the perspective of the use in common speaking, implies very complex implications and reflections.

First, it is important to emphasize that the consideration (or this peculiar type of reflection) has nothing to do with
profane astrology and horoscopes .

We must firstly evidence the principle that, according to the Traditional Roman Spirituality, "what is great matches what is small, what is at the top corresponds to what is below." In short, all the dimensions of being are in direct correspondence.

If I turn my gaze to the starry sky at night I can see maybe a pile indistinct, chaotic and confused mass of stars, but if one starts to consider then what appears chaotic becomes organizedin plane geometrical figures as a cosmic map that describes the infinite greatness and beauty of the Universe. I repeat, however, that I am not talking in profane but rather in sacred terms.

Consideration and sacred geometry become fundamental tools of interpretation for the other corresponding manifestations of being.

In fact this principle can be applied to all things. If one doesn't consider things and their value, everything will appear chaotic and his/her own life will appear as trapped in a confused tangle about which he/she can not understand anything. One does not live: he/she is lived passively without awareness. In this way, all will appear a dis-aster or confused and unordered or against the order of the stars. A dis-aster then is what is a negative result a result of a dis-order.  

Also the building of the Temple itself is the result of consideration, because it expresses, through its architectural manifestation, geometric figures and a sacred numerology in direct correspondence with the cosmic geometry.The same can be said of statuary referring to the Gods and to the Goddesses.

The starry sky is therefore a table of symbols that Tradition organizes in myths and constellations: everything goes so far beyond the simple valence of the profane Zodiac. From the consideration  derives the cosmological doctrines of the
Traditional Roman Spirituality as those related for example to the theory of the cosmic cycles. As we are in December (month of Saturn) one can cite that consideration describes the opening of the cosmic cycle with the primordial realm of Saturn and its dramatic conclusion with the start of the reign of Apollo as a time of renewal after the "purifying fire". All this has important spiritual correspondences (cyclicity, relations life-death, palingenesis and purification, etc ...).
 
 The theologia naturalis, which is based on the consideration of the cosmic and spiritual universe, described by sacred geometry and sacred numerology, has direct links with the theologia civilis or the revelation of this universe in signa, symbols, works of nature and humanity. This connection materializes a unity between the Divine Dimension, the cosmos, nature (and therefore humanity) as well as the complex morphology of the Gods and Goddesses (they also as parallel description of this sacred geometry)which leads to a theologia mystica translated into myths, aritmosofia, sacred science of names, etc ...

The divine form is therefore an emanation of sacred geometry as a result of consideration, namely the organization of its foundations, its theological importance of his presence within an order.

Considerare

"Considerare" (sidus = stella, sidera = stelle) significa riflettere sulla posizione degli astri e sulle relative articolazioni fornite dalla geometria sacra. Questo termine, se sottratto alla prospettiva dell'uso nel linguaggio comune, presenta delle implicazioni e delle rilfessioni molto complesse. 

Innanzitutto è importante sottolineare che la considerazione (ovvero questo peculiare tipo di riflessione) non ha nulla a che vedere con l'astrologia profana e con gli oroscopi. 

Bisogna innanzitutto partire dal principio che, secondo la Spiritualità Tradizionale Romana, "ciò che è grande corrisponde a ciò che è piccolo, ciò che è in alto corrisponde a ciò che è in basso". In breve tutte le dimensioni dell'essere sono in corrispondenza diretta. 

Se volgo il mio sguardo al cielo stellato di notte posso vedere magari solo un ammasso indistinto, caotico e confuso di stelle, ma se inizio a considerare allora ciò che appare caotico inizia a diventare ordinato secondo un filo logico: si passa dal caos al cosmo. Il cielo insomma diventa una tavola ordinata e stutturata in figure geometriche piane come una mappa cosmica che descrive l'infinita grandezza e bellezza dell'Universo. Ripeto tuttavia che non sto parlando in termini profani, ma sacri.

Considerare e la geometria sacra diventano strumenti interpretativi fondamentali anche per le altre corrispondenti manifestazioni dell'essere.

Questo principio infatti si può applicare a tutte le cose. Se non mi fermo a considerare le cose ed il loro valore, tutto mi apparirà caotico e la mia stessa vita apparirà come intrappolata in un groviglio confuso di cui io stesso non riesco a capire nulla. Non vivo, ma sono vissuto passivamente senza consapevolezza. In questo modo tutto apparirà dis-astroso ovvero confuso e non ordinato quidni avverso all'ordine degli astri. Il dis-astro è quindi ciò che è negativo perchè risultato del disordine. L'edificio del Tempio stesso inoltre è frutto della considerazione, poichè esso esprime, attraverso la sua manifestazione architettonica, figure geometriche ed una numerologia sacre in corrispondenza diretta con la geometria cosmica.Lo stesso si può dire dell'arte statuaria riferita agli Dei ed alle Dee.

Il cielo stellato è pertanto una tavola di simboli che la Tradizione organizza in miti e costellazioni: il tutto va ben oltre quindi la semplice valenza dello Zodiaco profano. E' dalla considerazione che derivano le dottrine cosmologiche della Spiritualità Tradizionale Romana ad esempio quelle che si riferiscono alla teoria dei cicli cosmici. Poichè siamo in dicembre (mese di Saturno) è possibile citare che la considerazione prevede l'apertura del ciclo cosmico con il primordiale regno di Saturno e la sua drammatica conclusione con l'avvio del regno di Apollo come periodo di rinnovamento dopo il "fuoco purificatore". Tutto questo ha importanti corrispondenze spirituali (ciclicità, rapporto vita-morte, palingenesi e purificazione, ecc...). 

La theologia naturalis, che si fonda sulla considerazione dell'universo cosmico e spirituale descritto dalla geometria sacra e dalla numerologia sacra, si connette la theologia civilis ovvero la rivelazione di questo universo in signa, simboli, opere della natura e dell'umanità. In questa connessione si materializza un'unità fra divino, cosmo, natura (e di conseguenza l'umanità) e la complessa morfologia degli Dei e delle Dee (anche essi descrizione parallela di questa geometria sacra) conduce ad una theologia mistica che si traduce in miti, aritmosofia, scienza sacra dei nomi, ecc...

La forma divina è quindi un'emanazione della geometria sacra come risultato della considerazione, ovvero dell'organizzazione dei suoi fondamenti, dei suoi significati teologici, della sua presenza secondo un ordine.

lunedì 1 dicembre 2014

December - Saturn

December derives its name from the fact to be the 10th month of the king Numa's ancient calendar which begins on March. 
 
December represents the "depth", the origins, the Antique and Primordial Time: the beginning of Time. This is a very particular month focused essentially on the festivities and rites of Saturnalia and Divalia (dec. 21st). If Janus represents the beginning, Saturnus (to which December is dedicated) represents the "end".

During December Nature turns her energies back to Earth: a cycle ends as precondition for the opening of the next one. This is a period of Death, not in a profane sense, praparing a re-generation time. The Ianua Coeli open in December.
 
Main festivities are:
  • 1 december - Bona Dea
  • 5 december - Faunalia
  • 10 december - Janus' Agonalia
  • 15 december- Consualia
  • 17 december- Opalia
  • 18 - 22 december- Saturnalia
  • 21 december- Divalia
  • 25 december- Sol Invictus

As already mentioned, the entire month of December is completely inspired by Saturn, an extremely complex Divine Force. According to Macrobius, great mysteries were hidden in the Saturnalia rites.
 
Saturn is a titanic divine force deriving from the union between the Sky and the Earth in symbolic, hermetic and esoteric meanings.
In this meaning (and only in this not-profane meaning) Saturn is "the Ancient", he symbolizes a primordial state, the Saturnia Regna - the Golden Age/Satya-yuga - the beginning of the Sacred Time. With Saturn, the vital energy of the Earth ceases to be linked to Chaos.

Saturn is evirated (separation from power) and chased away by Jupiter. For this reason Saturn hid himeself in Latium and then he disappeared from the Earth. With Jupiter the Age of Silver begins followed by the Age of Bronze and Iron.
 
Saturn is at the base of the Roman Tradictional doctrine of the "Cycles": he represents the Cyclical Death presupposing the beginning of a new cycle. Being hidden in Latium, the Traditional Roman Religion directly derives from the primordial traditional wisdom and knowledge of the Golden Age.

Saturn is the guardian of the secrets of Agriculture (Sator - he cultivating) and navigation (in esoteric sense): he is a Divine Force connected to the "Depth", the Underworld.

All the altars are sacred to Saturn. The ara in the past was just an ara graminacea or a clod of grass and Saturn represents also the primordial fire. During the Saturnalia candles were lit dedicated to the Superior Saturnali to be placed upon the altars.

According to a hermetic perspective, Saturn is symbolized by Lead (Reverse Gold) as expression of the "Matter". Lead and Gold are both generated by the same Force of Saturn. He brings a sickle as symbol of Dissolution and a compasses as symbol of Coagulation.

From Saturn the spyral initiation process begins: for this reason it is considered the most important step because representing the "primordial matter" without any form of derivation.
 

This explains the sentence: "find the hidden Gold in Saturn". This may explain also the reason why the treasury of the Roman State was placed in the Temple of Saturn. 

Orphic Hymn to Kronos/Saturn (offering incense)

Etherial father, mighty Titan, hear,
Great fire of Gods and men, whom all revere:
Endu'd with various council, pure and strong,
To whom perfection and decrease belong.
Consum'd by thee all forms that hourly die,
By thee restor'd, their former place supply;
The world immense in everlasting chains,
Strong and ineffable thy pow'r contains
Father of vast eternity, divine,
O mighty Saturn, various speech is thine:
Blossom of earth and of the starry skies,
Husband of Rhea, and Prometheus wife.
Obstetric Nature, venerable root,
From which the various forms of being shoot;
No parts peculiar can thy pow'r enclose,
Diffus'd thro' all, from which the world arose,
O, best of beings, of a subtle mind,
Propitious hear to holy pray'rs inclin'd;
The sacred rites benevolent attend,
And grant a blameless life, a blessed end.

Porphiry, in Perì Agalmàton, writes that Saturn shows a lazy, slow and cold force: for this reason he is linked to the Force of Time. He is represented standing up and white haired to highlight that Time brings the Old Age.

Saturn is placed, in the circular disposition of the "Peripheral Stripe" by Nigidius Figulus, the 14th house in the last quarter of the Dii Dextri between West and North.

Jamblicus, in the "On the Egyptian Mysteries", describes Saturn as a condensation force linked to solidification and cold. Saturn is an emanation which can be both beneficial and harmful because it brings rigidity. According to the Tradition, Saturn may cause laziness, physical deformities and abnormalities, deviousness in thoughts, anger. 

Saturn Color: Black Planet: Saturn
Metal: Lead
Status:  cold - dry
Number: 6
Musical Note: E
Female Polarity: Mater Larum
Symbol: the Sickle

Arval Implications
Saturn, being a Divine Force at the base of Agriculture, is for this reason a God bringing Civilization. He is at the base of the Art of Agriculture, inspires the Relations with the Earth and how cultivating fields as principle of Civilization for a Society. 

This explains why in this period of the year dedicated to Saturn we find and feel the presence of important agricultural Forces such as Consus and Ops. In this period of the year we must be prepared for the future harvests sacralizing the "neverending nourishment" of Ops (Abundance).

Dicembre - Saturno

Dicembre deve il suo nome al fatto di essere il decimo mese dell'antico anno che iniziava a Marzo. Dicembre rappresenta la profondità, le origini, il Tempo Antico, la primordialità e l'inizio del Tempo. E' un mese molto particolare poichè il mese si incentra sui Saturnalia e sulla data del 21 dicembre (Divalia). Se Giano rappresenta "l'inizio", Saturno (a cui il mese di Dicembre è dedicato) rappresenta "la fine".
 
Nel mese di Dicembre la Natura si richiude in sè stessa, si chiude un ciclo in preparazione all'apertura di uno nuovo: è un periodo di Morte, non nel senso profano, che prepara la rigenerazione. Si aprono le Ianua Coeli.

Le festività principali sono:
  • 1 dicembre - Bona Dea
  • 5 dicembre - Faunalia
  • 10 dicembre - Agonalia di Giano
  • 15 dicembre - Consualia
  • 17 dicembre - Opalia
  • 18 - 22 dicembre - Saturnalia
  • 21 dicembre - Divalia
  • 25 dicembre - Sol Invictus 

Come già detto, l'intero mese di dicembre è fortemente permeato dall'energia divina di Saturno, una forza divina estremamente complessa. Come ricorda anche Macrobio, grandi misteri si occultavano nei riti saturnali. 
 
Saturno è forza divina titanica che deriva dall'unione Cielo e dalla Terra in senso simbolico, ermetico ed esoterico. 
In questi sensi (e solo in questi significati non profani) Saturno è "L'Antico", simboleggia la promoridalità, i Saturnia Regna - l'Età Aurea/Satya-yuga - l'inizio del Tempo Sacro. Con Saturno, l'energia vitale della Terra cessa di essere legata al Caos.
Saturno viene evirato (separazione dalla potenza) e scacciato da Giove (per questo si nascose nel Lazio e poi svanì dalla Terra) e con Giove si passa dall'Età dell'Oro all'Età dell'Argento. Oltre si succedono l'età del Bronzo e poi del Ferro. 
Saturno è alla base della dottrina tradizionale romana dei "cicli": egli rappresenta la morte ciclica che presuppone l'inizio di un nuovo ciclo. Essendosi celato nel Lazio, la Religione Tradizionale Romana è emanazione della sapienza tradizionale primordiale dell'Età dell'Oro.
Saturno è il conoscitore dei segreti dell'agricoltura (Sator - il coltivatore) e della navigazione (in senso iniziatico); è una Forza Divina connessa alla "profondità", al Mondo Sotterraneo.
 
A Saturno sono sacri tutti gli Altari. L'ara anticamente era semplicemente ara graminacea ovvero una zolla di terra e Saturno si identifica con il fuoco promordiale. Durante i Saturnali infatti si accendevano candele di cera dedicate ai "saturnali superiori" da porre sugli altari.
 
Da un punto di vista ermetico, Saturno è simboleggiato dal Piombo (Oro Inverso), come espressione della materialità dei corpi. Piombo e Oro sono prodotti dalla stessa forza di Saturno. Egli reca la Falce (dissoluzione) ed il Compasso (coagula). 
Saturno è il punto di partenza del grande iniziatico processo a spirale: per questo esso è il più importante perchè costituisce la "materia primordiale" senza alcuna forma di derivazione.
 

 Ciò spiega l'espressione: individuare l'Oro Nascosto in Saturno. Questo può anche spiegare perchè il Tesoro dello Stato Romano era conservato nel Tempio di Saturno.

Inno Orfico a Crono/Saturno (si offra incenso)
Sempre fiorente,
padre degli Dei beati e degli uomini,
dai vari espedienti, incorrotto,
di grande forza, prode Titano,
che tutto esaurisci
e al contrario tu stesso accresci
che hai legami infrangibili nel cosmo infinito,
Crono generatore assoluto dell’eternità,
Crono dal vario parlare,
germoglio di Terra e Cielo Stellato,
nascita, crescita, diminuzione,
sposo di Rea, augusto Prometeo,
che abiti in tutte le parti del cosmo,
capostipite, dai disegni tortuosi,
ottimo: ascoltando la voce supplice
manda un felice termine di vita
sempre irreprensibile.


Porfirio, nel Perì Agalmàton, scrive che Crono/Saturno presenta una forza pigra, lenta e fredda: per questo viene associato alla forza tempo: viene rappresentato in piedi e canuto per rappresentare il fatto che il tempo porta la vecchiaia.

Saturno occupa nell'articolazione circolare del "nastro periferico" di Nigidio Figulo la 14a dimora ovvero l'ultimo quarto dei Dii Dextri tra l'occidente ed il settentrione. 

Giamblico, nei Misteri Egiziani, descrive Crono/Saturno come una forza condensatrice legata alla solidificazione ed al freddo. E' una emanazione che può essere benefica ma anche malefica perchè irrigidisce.
Secondo gli Antichi, l'emanazione di Saturno può portare pigrizia, deformità nel fisico e tortuosità nel pensiero, intrattabilità e irascibilità.

Saturno
Colore: Nero
Pianeta: Saturno (il più distante dal Sole in senso ermetico)
Metallo: Piombo
Stato:  freddo - asciutto
Numero: 6
Nota Musicale: Mi
Polarità Femminile: Mater Larum
Simbolo: la Falce

Implicazioni Arvaliche
Saturno, essendo la forza divina che è alla base dell'arte dell'agricoltura, diviene per questo Dio portatore di Civiltà. Il Rapporto con la Terra e la coltivazione dei campi sono alla base del principio di civiltà di una società. Non casualmente in questo mese dedicato a Saturno percepiamo e troviamo la presenza di forze divine agricole come Conso e Ops. In questo momento dell'anno ci si prepara per i raccolti futuri e si sacralizza il "nutrimento perenne" di Ops-Abbondanza. 

martedì 11 novembre 2014

The Cypress

The Cypress is an infelix tree, connected to the underworld deities Pluto and Proserpina and subjected to the influence of Saturn. Because of its shape, it is mainly linked to Pluto (Jupiter of the Underworld: The richest of all the Gods): this God, who traditionally does not have an anthropomorphic representation, is manifested symbolically in the form of a cypress.

Being permeated by this God, who, like all the underground Deities, is connected to the natural cycle of life/death, the cypress trees were always planted in groves around temples: eradicating a cypress symbolically is therefore an act of sacrilege against Pluto.

For the same reason (the cycle of life/death of Nature), the cypress trees are planted around the vineyardsi, cultivated fields, the borders between fields. Its wood is considered sacred and imperishable: the scepter of Jupiter or the club of Hercules are symbolically made ​​of cypress wood.

The cypress expresses Despair and Inconsolable Sorrow. Symbolically, according to tradition being a plant related to Death, it allows to "walk on water" (death is placed above the Life-water), to remain in the abyss and be invisible. This tree is also used for some of the so-called remedies "Purple Via" (purple is the color of Pluto representing the light in darkness) and preparation of incenses and smokes.

His ritual name is Cyparissus 

Il Cipresso

Il Cipresso è un albero infelix, connesso alle Divinità Infere Plutone e Proserpina e sottoposto agli influssi di Saturno. A causa della sua forma, esso è collegato principalmente a Plutone (Giove Infero: il più ricco fra tutti gli Dei): questa Divinità, che nella tradizione non dispone di una rappresentazione antropomorfa, si manifesta simbolicamente nella forma di un Cipresso. 

Essendo quindi permeati da questo Dio, che, come tutte le Divinità sotterranee è collegato al ciclo naturale vita/morte, i cipressi venivano sempre piantati nei boschetti vicino a templi: sradicare un cipresso simbolicamente è pertanto un atto sacrilego contro Plutone.

Per la stessa ragione (ciclo vita/morte della Natura) i cipressi vengono piantati intorno ai vigneti, ai campi coltivati, ai confini fra i campi. Il suo legno è sacro e considerato incorruttibile: lo scettro di Giove o la mazza di Ercole sono simbolicamente fatti di legno di cipresso. 

Il cipresso esprime la Disperazione e la Tristezza Inconsolabile. Simbolicamente secondo la Tradizione, essendo una pianta connessa alla Morte, consente di "camminare sulle Acque" (la morte si pone al di sopra della vita), di permanere negli abissi e di essere invisibili: questo albero viene utilizzato anche per alcuni rimedi della cosiddetta "Via Viola" (il viola è il colore di Plutone e rappresenta la luce nelle tenebre) e preparazione di incensi e di fumi.

Il suo nome rituale è Ciparisso.

martedì 4 novembre 2014

November

November, whose name derives from the fact that it was the 9th month in the ancient calendar beginning in March, represents a period of "Interiority". 
 
November is focused on the flowing of the natural energy returning back underground during winter. This period is dedicated to Infernal underworld Gods (Inferi) from who derives the energy for the creatures on the surface.

November is thus dedicated to Pluto (Underworld Jupiter) whose name means "extremely rich", and to Proserpina (the Girl walking like snakes). Pluto represents the deep, Proserpina the vital force nourishing life in spring.

Black animals, cypress and narcissus are sacred to Pluto. He may be invoked beating the hands on the ground.

Pomegranate tree and poppy are sacred to Proserpina who protects also funerals.

Novembre

Il mese di Novembre, così denominato perchè era il nono mese dell'anno antico che iniziava a Marzo, rappresenta il periodo dell'"Interiorità". 
 
Novembre è focalizzato sul flusso dell'Energia Vegetativa e Vitale che rientra nella Terra  durante tutto il corso dell'inverno. E' un periodo dedicato alle divinità sotterranee (Inferi) da cui deriva l'abbondanza della vita sulla superficie della Terra.

Novembre è dedicato pertanto a Plutone (Giove Infero) che significa "Ricchissimo", il "Dovizioso" e a Proserpina ("La Fanciulla che procede come i Serpenti"). 
 
Plutone rappresenta la profondità, Proserpina la forza vitale che alimenterà la vita in primavera.

A Plutone sono sacri tutti gli animali neri, il cipresso ed il narciso. Viene invocato battendo le mani per terra.

A Proserpina sono sacri il melograno ed il papavero. I funerali sono sottoposti alla sua protezione.

giovedì 30 ottobre 2014

The Science of Names

The Science of Names is one of the foundamentals of the Traditional Roman Spirituality. This is a very complex discipline which today is essentially quite unknown, because the mindset behind the language and the alphabet is completely changed compared to the past. Today the letters, the signs, the language itself do not have any  sacred or symbolic value. In the past on the other hand they had a very strong bond with the religious dimension.

This Science, about which I have only modest basics (I'm just a cultor and Pater Familias), should be thoroughly mastered by anyone who calls himself/herself augur and pontifex. Instead, very often I realize that these people (certainly very interesting from a folkloric point of view) do not know what you're talking about and completely ignore the existence of this Holy Discipline.

In the Traditional Roman Spirituality, the names, their values, their knowledge and their exact pronunciation are essential tools to recognize the divine forces and the forces of Nature. Nature itself conceals within itself an alphabet, letters, signs which must be discovered, studied, interpreted.

Everything in the universe is a vibration and speaking is a form of materialization of these vibrations. Sounds result from signs, words result from sounds. These vibrations, sounds, words that make up the universe and all beings, can not be heard because they are hidden.

All this implies a form of special knowledge of something that normally - for the profane men and women - remains forever hidden. Due to the fact that these letters, these names, these sounds are "naturally hidden," it is important that, once known, not to be profaned or pronounced unnecessarily because they can lose their power (as in the case of the secret name of Rome): the sacred names must therefore remain "secret". Knowing a sacred name implies the knowledge of his force and this may render the practice of Evocatio viable. For this reason, all things have three names: the public name (impure), the magic name (partially pure), the secret-sacred name (pure).

The pronunciation of the sacred name - the real name - is a "subtle sound that creates a being" not only in the physical world, but also in the metaphysical sphere.

The knowledge of the holy, real, hidden names, their exact intonation and pronunciation, are not only linked to the sound vibration: the word (Vox) is based on the concept of logos which is also the ability of rational thought (Mens). It is thus not enough to pronounce a sacred name with a certain tone of voice, primarily because one must have the ability to correctly pronounce the holy names in his/her own heart. These names must first vibrate within us, otherwise they are just noise.

The ability of the holy names in generating these inner vibrations depends on to the fact that they "contain the same meaning of the things that are named", they are the result of the same force they inherently contain, they reveal hidden meanings. They are not accidentally created, their sound articulation have the power to influence the reality.

The combination of certain letters to form precise terms, their phonetic articulation, reveal the meaning of the occult forces that materialize in these divine names: the syntactic structure (Carmen) of an invocation is therefore a form of revelation of reality, it announces the occurrence of an event, it is a form of revelation.

The sacred language contains universal symbols, the Divine and Nature's nature: it interprets the reality, it shows the true meanings. The Science of Names, therefore, aims to reveal the true reality (not the profane appareance) of the named entity, indicate the exact relations between the macrocosm and the microcosm. The ritual use of the Science of the Names highlights the particular forms that the Divine can take; by this perfect knowledge comes the very effectiveness of the relationship with the Divine.

Writing becomes the crystallization of a system of signs with a high symbolic and oracular value at the base (literature) of Nature, Divine and Human things. This therefore refers to a language that could be called "natural" because it interprets the meanings (signa) of nature and reveals the rhythms, revealing at the same time, the presence and the will of the Gods and Goddesses.

The proper use of sacred-real names, their pronunciation, their transcription are a reflection of the cosmic and natural harmony. For this reason, the augur or the pontifex who master this science, through divination, can reveal and interpret the meaning of the signs (even in the form of events, numbers, geometric shapes, sounds, astral symbols, colors, etc ...): from this derives the concept of nomen-omen. The perfect capacity in narrative exposition (as well as in reading aloud) is a symptom of (inner) order resulting from the proper use of thought and speech.

The term nomen therefore can not be translated in terms sacred, just as "name": in sacred terms, it cannot be used just to identify something. It materializes the same thing because it's the name that makes it what it is. It is his nomen. Naming things (nominatio) means, in sacred terms, create them, make them exist. This means that, with regards to the Gods and Goddesses, the nomen is the substance, the essence of the numen. The name indicates not only a force, but it is that force locked up in that name. This is also the basis of Indigitamenta or fixing the names of Gods and the occasions in which they can be invoked:  these names contain the power of the Deity.
 
With his name Divinity reveals itself as real becoming visible, perceptible to the human spirit. The knowledge of the Divine Names, articulated in invocations and carmina, is a power. Esoterically, spiritually and in non profane terms, those who know the real name of the Gods and Goddesses, having the ability to identify them correctly, have the power to relate to them because they can invoke them through their exact and true names. This explains why in the Traditional Roman Spirituality Cultores and Cultrices do not pray in a profane sense simply because Gods and Goddesses do not pay attentio to the noise (supplications or prayers), but they come into contact, they come to us. The establishment of this relationship creates a divine foundation (fas).

From this also follows that each of us has a sacred name that has no relationship with our profane/public name. It 's very difficult that our secret name can be revealed: it often remains in a dormant and incomprehensible state to us.

The Science of Names is therefore the knowledge of the Words of Power because they are words that create, that express the deepest dimension of the Real.

From these brief and superficial considerations some additional considerations can be made. First, it emphasizes the sacred character of the Latin language (the same can be said of ancient-greek language as well as all other ancient languages​​). This character has been completely lost in modern languages ​​which, for this reason, are referred as "vulgar." This explains why Latin is so difficult to translate for the absence, in modern languages​​, of words with similar symbolic power.
Then, one can realize the close relationship that existed in the past between Law (jus) and religion as well as the importance that the ancients attributed to the oratory
ars.

The Science of Names, as basis and foundation of the Traditional Roman Spirituality, highlights how different can be the perspective of the relationship that Cultores and Cultrices may have with the Divine compared to the modern forms of profane religion. We are dealing with, it should still be stressed again, a real everyday practice, never showing anything devotional and sentimental, which can lead to an awakening, a different form of knowledge and perception of the world and the universe, the palingenesis.


mercoledì 29 ottobre 2014

La Scienza dei Nomi

La Scienza dei Nomi è uno dei fondamenti principali della Spiritualità Tradizionale Romana. Si tratta di una disciplina molto complessa di cui oggi è rimasto fondamentalmente molto poco, anche perchè è cambiata completamente, rispetto al passato, la forma mentis alla base del linguaggio e dell'alfabeto. Oggi le lettere, i segni, il linguaggio stesso non hanno più alcun valore sacro o simbolico: in passato invece avevano un legame fortissimo con la dimensione religiosa. 

Questa Scienza, di cui io stesso posseggo solamente dei modesti rudimenti (sono solo un Cultor e Pater Familias), dovrebbe essere perfettamente padroneggiata da qualsiasi persona che si fa chiamare augur o pontifex. Invece molto spesso mi accorgo che queste persone (sicuramente molto interessanti da un punto di vista folcloristico) non sanno di cosa si stia parlando ed ignorano completamente l'esistenza stessa di questa Disciplina Sacra.

Nella Spiritualità Tradizionale Romana, i nomi, il loro valore, la loro conoscenza e la loro esatta pronuncia sono strumenti essenziali per riconoscere le forze divine e le forze della Natura. La Natura stessa cela dentro di sè un alfabeto, delle lettere, dei segni che devono essere scoperti, studiati, intepretati. 

Tutto nell'Universo è vibrazione ed il parlare è una forma di materializzazione di queste vibrazioni. Dai segni scaturiscono i suoni, dai suoni le parole. Queste vibrazioni, suoni, parole, che compongono l'universo ed ogni essere, non sono udibili perchè sono occulte.

Tutto questo implica una forma di conoscenza particolare di qualcosa che normalmente - agli uomini e alle donne profane - rimane per sempre occulto. Per il fatto che queste lettere, questi nomi, questi suoni sono "naturalmente occulti", è importante che, una volta conosciuti non vengano profanati o pronunciati inutilmente perchè possono perdere la loro forza (come nel caso del nome segreto di Roma): i nomi sacri devono pertanto rimanere "segreti". Conoscere un nome sacro di un essere vuol dire conoscere la sua forza e quindi poter operare su di esso anche la pratica dell'evocatio. Per questo tutte le cose dispongono di tre nomi: quello pubblico (impuro), quello magico-rituale (parzialmente puro), quello sacro-segreto (puro).

La pronuncia del nome sacro - del nome vero - è un "suono sottile che genera un essere" non solo nel mondo fisico, ma anche in quello meta-fisico.

La conoscenza dei nomi sacri, veri, occulti, la loro esatta intonazione e pronuncia, non si legano alla sola vibrazione sonora: la parola (Vox) si fonda sul concetto di logos che è anche capacità razionale del pensiero (Mens). Non si tratta quindi di limitarsi a pronunciare un nome sacro con una determinata intonazione di voce, poichè primariamente bisogna disporre della capacità di pronunciare correttamente i nomi sacri nel proprio animo. Questi nomi devono prima di tutto vibrare dentro di noi, altrimenti sono solo rumore.

La capacità dei nomi sacri di generare queste vibrazioni interiori dipende dal fatto che essi "contengono lo stesso significato delle cose che vengono nominate", hanno cioè una forza intrinseca simbolica da cui essi stessi sono scaturiti, rivelano i significati nascosti. Essi non sono mai quindi frutto del caso, non hanno un'articolazione sonora ininfluente sulla realtà.

La combinazione di determinate lettere a formare dei termini precisi, la loro articolazione fonetica, svelano il significato delle forze occulte divine che si materializzano in questi nomi: la struttura sintattica (carmen) di un'invocazione pertanto è una forma di disvelamento della realtà, annuncia la manifestazione di un evento, è una forma di rivelazione. 

Il linguaggio sacro contiene dei simboli universali, le lettere divine e della natura, interpreta la realtà, mostra i significati più veri. La Scienza dei Nomi mira quindi a rivelare la realtà vera (non l'apparenza profana) dell'ente nominato, indica le corrispondenze esatte fra il macrocosmo ed il microcosmo. L'uso rituale della Scienza dei Nomi evidenzia le particolari forme che può assumere il Divino: dalla sua perfetta conoscenza deriva l'efficacia stessa del rapporto con il Divino. 

La scrittura diventa la cristallizzazione di un sistema di segni a forte valenza simbolica ed oracolare che sono il fondamento stesso (letteratura) della Natura, delle cose Divine e delle cose umane. Tutto questo si riferisce quindi ad un linguaggio che potrebbe definirsi "naturale" perchè intepreta i significati (signa) della Natura e ne svela i ritmi, svelando allo stesso tempo la presenza e la volontà degli Dei e delle Dee. 

L'uso corretto dei nomi sacri-veri, la loro pronuncia, la loro trascrizione sono un riflesso dell'armonia cosmica e naturale. Per questo l'augure o il pontefice che padroneggia questa scienza, tramite la divinazione, può svelare ed interpretare il significato dei segni (anche in forma di eventi, numeri, forme geometriche, suoni, simboli astrali, colori, ecc...): da ciò deriva il concetto di nomen-omen. La perfetta capacità espositiva (anche nella dizione e nella lettura a voce alta) è sintomo di ordine derivante dal corretto uso del pensiero e della parola. 

Il termine nomen non può essere quindi tradotto, in termini sacri, semplicemente come "nome": esso non si limita ad individuare una cosa. Esso materializza la cosa stessa perchè è il nome che la fa essere ciò che è. Essa è il suo nomen.  Dare un nome alle cose (nominatio) significa, in termini sacri, crearle, farle esistere. Questo significa che, per ciò che riguarda gli Dei e le Dee, il nomen è la sostanza, l'essenza del numen. Il nome non indica solo una forza, ma è quella forza rinchiusa in quel nome. Tutto questo è inoltre alla base degli Indigitamenta ovvero la fissazione dei nomi delle Divinità e delle occasioni in cui essi possono essere invocati: questi nomi contengono la potenza della relativa Divinità.
 
Con il suo nome una Divinità si rivela come reale e diventa visibile, percepibile allo spirito umano. La conoscenza dei nomi Divini, articolata nelle invocazioni e nei carmina, è quindi un potere. In senso esoterico, spirituale e non-profano, chi conosce il vero nome degli Dei e delle Dee, e sa quindi identificarli correttamente, ha il potere di relazionarsi con loro perchè li può invocare con il loro nomi esatti e veri. Questo spiega perchè nella Spiritualità Tradizionale Romana i Cultores e le Cultrices non pregano in senso profano: semplicemente perchè gli Dei e le Dee non ascoltano il rumore (suppliche o preghiere), ma entrano in contatto, vengono da noi. La creazione di questo rapporto genera un "fondamento divino" (fas). 

Da questo deriva anche che ciascuno di noi ha un nome sacro che non ha alcuna relazione con il nostro nome profano/pubblico. E' molto difficile che questo nostro nome segreto ci possa essere rivelato: esso spesso rimane in uno stato dormiente e per noi incomprensibile.

La Scienza dei Nomi è quindi la conoscenza delle Parole di Potenza perchè sono parole che creano, che esprimono la dimensione più profonda del Reale.

Da queste brevi e superficiali considerazioni si possono trarre alcune ulteriori considerazioni. Innanzitutto si evidenzia il carattere sacro della lingua latina (lo stesso si può dire della lingua greco-antica così come di tutte le altre lingue antiche). Questo carattere è andato completamente perduto nelle lingue moderne che, anche per questa ragione, sono definite "volgari". Questo spiega perchè il latino sia così difficile da tradurre anche per la mancanza, nelle lingue moderne, di parole dotate di simile potenza simbolica.
Si comprende poi lo stretto legame che esisteva in passato fra il diritto (jus) e la religione così come  l'importanza che gli Antichi attribuivano alla ars oratoria.

La Scienza dei Nomi, come presupposto e fondamento della Spiritualità Tradizionale Romana, mette in luce quanto diversa sia la prospettiva del rapporto che i Cultores e le Cultrices possono avere con il Divino rispetto alle forme moderne e profane di religione. Si tratta, giova ancora sottolinearlo, di una vera e propria pratica quotidiana, che non ha mai nulla di devozionale e sentimentale, che può condurre ad un risveglio, ad una differente forma di conoscenza e percezione del Mondo e dell'Universo, alla palingenesi.


lunedì 20 ottobre 2014

Mefitis

I live in a volcanic area with many sulfur places and springs. These places are all imbued with the presence of Mefitis. Mefitis is an ancient Italic Deity whose cult and memory still survive in many areas of Central Italy. Her name brings to mind the image of places with unhealthy unbreathable, sulphurous, stinking air from which comes the word "mephitic" just to indicate a nauseating smell and places where life can take root.

In fact, the tradition tells us that "it is not necessary to immolate victims to Mefitis because she is a Goddess that takes the victims by herself." In fact, in places where there is Mefitis life makes it hard to impose itself: there are no plants, no animals, only sulphurous waters, muddy marshes and stagnant and foul smelling vapors. Here no one dares to approach ...

Christianity has associated Mefitis to a demonic and negative force: here christians place the gates of hell, places of eternal punishment and suffering. However, in the Roman religious tradition, Mefitis has not a negative feature. Quite the contrary.

First of all these places and the same Mefitis are associated with the chthonic underworld and, in particular, to those energies that have the ability to link together the four basic elements of the universe: water, fire, earth, air. Here the subterranean fire melts the rocks and metals, the water turns to steam and release the gas hidden underground that date back to the surface of the earth.

Mefitis is therefore related primarily to Tellus and Mefitis is a direct offshoot of the same Tellus: Mefitis derives from the "Womb of the Earth."  She is therefore a feminine force that gives life and takes life. In the past, many people went to these places firstly because they knew the healing properties of the vapors that here one could inhale. Even today, many people come to these very hot sulphurous springs to remedy many diseases of the respiratory system, to make therapeutic baths for skin, etc ... In fact, in many of these sites have been found numerous ancient ex voto dedicated to Mefitis.

In addition, these vapors could cause the trance and then became sites devoted to divination. Even for their so peculiar conformation, these places provide great inspiration for meditation, contemplation,  visions ... This should, however, be carried out with the support of a tutor.

All this (feminine force, healing, medicine and magic, divination) then explains why with the advent of Christianity Mefitis and the sites dedicated to her have been linked to the Devil and witches.

Mefitis, as many Italic and Roman Ancient Deitites, does not have an anthropomorphic representation: she appears symbolically in the form of nauseating steam.

We must therefore have great respect for these places and every time I approach these sites, my thoughts always go to this ancient Goddess.