Quando in un bosco ne percepisci la bellezza e diventi tutt'uno con il bosco, allora, intuitivamente, sei in armonia e in pace con le Dee e con gli Dei. Essi sono parte della nostra vera natura, la nostra Natura Profonda, e quando siamo separati dalla nostra vera natura, viviamo nella paura. Percepire questa normalità vuol dire dare un senso reale al vivere che è insito in tutte le cose.

Intraprendere la Via Romana al Divino significa iniziare un percorso di risveglio: praticando l'attenzione e la consapevolezza continua ci incamminiamo lungo una strada sapendo che ciò che conta è il cammino per sè più che la destinazione.

When you, entering a forest, perceive the beauty of the forest and you feel to be in a complete harmony with it, then, intuitively, you are in peace with the Deities. They are an essential part of our real nature, our Deep Nature, and when we are separated by our real nature we live in the fear. Perceiving such normality means giving a real sense to our lives.

Undertaking the Roman Via to the Deities implies a path to awakening: with the practice of continuing consciousness and awareness we undertake our walking knowing that taking the path is more important than the destination itself
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venerdì 18 luglio 2014

Precatio Omnium Herbarum

Nunc vos potentes omnes herbas deprecor.
exoro maiestatem vestram, quas parens
tellus generavit et cunctis dono dedit:
medicinam sanitatis in vos contulit
maiestatemque, ut omni generi identidem
humano sitis auxilium utilissimum.
hoc supplex exposco et precor: velocius
huc huc adeste cum vestris virtutibus,
quia, quae creavit, ipsa permisit mihi,
ut colligam vos; favit hic etiam, cui
medicina tradita est. quantumque vestra nunc
virtus potest, praestate medicinam bonam
causa salutis. gratiam, precor, mihi
praestetis per virtutem vestram, ut omnibus
in rebus, quicquid ex vobis ego fecero,
cuive homini dedero, habeatis eventus bonos
et effectum celerrimum. ut semper mihi
liceat favente maiestate vestra vos
colligere,
ponamque vobis fruges et grates agam
per nomen Matris, quae vos iussit nasciere.


Ora supplico voi, tutte le erbe potenti
vi prego con la vostra maestà
voi che foste generate dalla Madre Terra
e che offrì in dono a tutte le genti:
in voi pose la difesa della salute
e la grandezza affinchè foste utilissimo ausilio
a tutto il genere umano
Questo supplice chiedo e vi prego
di essermi vicine con le vostre virtù;
quella che vi creò infatti
in persona mi permise di raccogliervi
anche con l'aiuto di quello
di cui la medicina è stata affidata
e quanto può la vostra virtù 
offrite un rimedio efficace,
fonte di salute;
vi prego fatemi questa grazia
per la vostra virtù
affinchè ogni potere
tutto quello che avrò preparato con voi
e a qualunque uomo lo avrò dato
abbia l'effetto più rapido e salutare
e per sempre mi sia possibile raccogliervi
con il favore della vostra maestà...

vi prego 
con frutti e messi e vi renderò grazie
nel nome della Dea che vi fece nascere.
 


With all you potent herbs do I now intercede; 
and to your majesty make my appeal: 
ye were engendered by Mother Earth, 
and given for a gift to all. 
On you she has conferred the healing which makes whole, 
on you high excellence, 
so that to all mankind you may be time and again an aid most serviceable. 
This in suppliant wise I implore and entreat: 
hither, hither swiftly come with all your potency, 
forasmuch as the very one who gave you birth has granted me leave to gather you: 
he also to whom the healing art is entrusted has shown his favour.
As far as your potency now extends, 
vouchsafe sound healing for health's sake. 
Bestow on me, I pray, favour by your potency, 
that in all things, whatsoever I do according to your will, 
or for whatsoever man I prescribe, 
ye may have favorite issues and most speedy result. 
That I may ever be allowed, 
with the favour of your majesty, to gather you. . .
 and I shall set forth the produce of the fields for you 
and return thanks through the name of the Mother 
who ordained your birth. 

lunedì 7 luglio 2014

The Apollo's and Sun's Flowerbed: the Laurel

July describes a period totally dedicated to the Force of Apollo and the Energy of the Sun (I repeat again, to be intended as metaphysical, cosmic, symbolic and universal entity rather than an astronomic object). 

One of the plants highly representing, in the Green Language of the Nature, this force and energy is surely the Laurel. The Laurel is therefore the Apollo's plant by definition.  

According to the Arval Knowledge, this plant is placed in the the Sun Flowerbed (one of the 4 main flowerbeds in the Hortus Arvalicus) together with the helichrysum, chamomile, incense, rosemary, hypericum, angelica, euphrasia, calendula, mistletoe, potentilla tormentilla. 

The Sun's flowerbed describes a dry and hot dimension, the Gold dimension, yellow, where the vital power of the Sun is evidenced. Here the Sun is described as the Vital Spring capable to include qualities and characteristics of the other Planets. These plants have sudorific, tonic and stimulating properties.

The laurel in particular represents power, supremacy, eternity, immortality, art, honor, glory. It is an important prophetic plant showing a very complex symbolism. It is quite redundant to cite the well-known link between the laurel and the Pythia.

Used as medical remedy, the laurel may stimulate the physical energy regenerating the physical inner balance of the body. In the same time it provides (according to the tradition) "wide clairvoyance".

The Laurel's sacred name is Daphne.

The laurel, according to the Roman tradition, cannot be hit by thunders: this is the reason why frequently in the country the laurel is planted near the houses where it can reach even remarkable dimensions. Tradition nonetheless describes the idea that this plant, describing the Apollo and the Sun power and energy, is so important for the community of Cultores and Cultrices, both in material and metaphysical/symbolic terms,  to be considered sacred ("The Untouchable") also by the Celestial Gods and Goddesses.

The Goddess Victoria is always represented having a branch or a crown (symbolic circular control tool - like rings and necklaces) of laurel as symbol of supremacy of the Order over the forces of Chaos. This is the reason why the Roman Emperors, consuls or generals had the crown of laurel during the triumph: not accidentally these crowns were put down over the knees of the statue of Jupiter Optimus Maximus.

Everything related to the Laurel, as sacred plant, is therefore connected to complex liturgies, rites, meanings, symbols, myths and mysteries whose sense and meaning still remain completely obscure for many profane individuals.

L' Aiuola del Sole e di Apollo: l' Alloro

Il mese di Luglio è un periodo interamente dedicato alla forza di Apollo e all'energia del Sole (torno a ripetere: non come oggetto astronomico - o per lo meno non solo, ma come entità metafisica, cosmica ed universale). Una delle piante che maggiormente rappresenta, nel linguaggio della Natura Vegetale, questa forza ed energia è sicuramente l'Alloro. L'Alloro infatti è una pianta apollinea per definizione.

Da un punto di vista arvalico, questa pianta viene collocata nell'aiuola del Sole (una delle 4 aiuole principali del Giardino Sacro Arvalico) insieme all'elicrisio, la camomilla, l'incenso, il rosmarino, l'iperico, l'angelica, l'eufrasia, la calendula, il vischio, la potentilla tormentilla. L'aiuola del Sole descrive una dimensione secca e calda, la dimensione dell'Oro, il giallo, dove viene rappresentato il potere vitale del Sole come sorgente di Tutto, capace di contenere in sè tutte le qualità e caratteristiche degli altri pianeti. Tutte queste piante sono sudorifere, tonificanti e stimolanti. 

L'alloro in particolare rappresenta il potere, la supremazia, l'eternità, l'immortalità, l'arte, l'onore e la gloria: si tratta di una importante pianta profetica dotata di un simbolismo iniziatico molto complesso. Superfluo citare l'arcinoto nesso fra l'alloro e la Pizia.

Utilizzata come pianta officinale, l'alloro stimola l'energia fisica e ristabilisce l'equilibrio interno del corpo, fornendo al contempo (secondo la tradizione) "ampia chiaroveggenza". 

Il suo nome sacro è Dafne.

La tradizione dice che l'alloro non viene colpito dai fulmini ed è per questo che spesso nelle campagne l'alloro viene piantato in prossimità della casa dove può raggiungere dimensioni anche molto significative. In realtà la tradizione vuole esprimere l'idea che questa pianta, che descrive il Sole e lo stesso Apollo, è talmente importante ed essenziale alla vita delle comunità dei Cultores e delle Cultrices, sia in senso materiale che simbolico, che nemmeno gli Dei e le Dee del Cielo intendono danneggiarla. La stessa Dea Vittoria reca in mano un ramo o una corona (strumento simbolico circolare di controllo) di alloro come simbolo di supremazia dell'ordine sulle forze del Caos. Per questo gli imperatori, i consoli, i generali portavano la Corona di Alloro che veniva deposta sulle ginocchia della statua di Giove Ottimo Massimo.

Tutto ciò che ruota intorno all'alloro, come pianta sacra, è pertanto connesso a complesse liturgie, rituali, significati, simboli, miti, misteri il cui significato a molti profani sfugge completamente.




martedì 1 luglio 2014

July - Apollo

The original name of this month was Quintilis because it was the fifth month in the ancient calendar of King Numa. Then it was named Julius in honour of Julius Caesar.

This month is dedicated to Apollo (male polarity): this is thus a period dedicated to transcendence, wisdom, medicine, music and poetry. Apollo is associated to the Sun and to "what exists without depending on the world's events" being also defined as "who stands aside", "the Abstract" or "Always Distant".

Sacred animals to Apollo are: swan, wolf, deer and, above all, dolphin.
Sacred plants and trees are: cypress, hyacinth and laurel.

Ludi Saeculares were dedicated to Apollo (and to Diana - his female polarity): these games were held in Rome every 100 years.
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It is always important to remind that the ancient sacred calendar provide us with a sort of compass to direct us along the Sacred Time and its forces and energies. We may thus say that this period of the year is highly permeated by the energy of Apollo, an extremely complex God. For this reason I think it could be useful, for a Cultrix and a Cultor, to share some basic concepts and principles necessary to identify his characteristics and to understand his role and meaning. Of course the terms and concepts expressed below have to be intented in a non-profane perspective.  


Note the highly complex simbology accompanying this representation of Apollo of Etruscan Age

Apollo is associated to the Sun (Helios), to be intented as Divine entity rather than an astronomical object, thus being an emanation of this Great Divine Force.
 "Apollo dwells with Helios sharing the same semplicity of thoughts, immutable in substance and unvarying his activity". (Emperor Julian, Hymn to King Helios, 22)

Apollo in particular is the pulsating of the Sun Rays. He is "Pure Light" being defined as "shining", "brillant", "clear". His main symbol is the Lyre to represent the Celestial Harmony. He holds also the arrows symbolizing the creative and destructive force of the Sun Rays.

The sacred name of this God is defined as a "well tuned and harmonized name" evidencing the link with Music. Of course Music has to be intented here as the Universal and Cosmic harmonized sound rather than the common expression of music. This Music in fact results from the Universe's movement and action. Apollo provides the Universe with order and "measure" cancelling any dissonance. He is placed in the Center as an "orchestra leader" coordinating the Cosmic Music and acting as a Balance Point. According to the Chaldea Order, Apollo is placed in the balance point among the nine spheres: these spheres dance in harmony around the Sun. The harmonia mundi results from the totality of the sounds and singing deriving from all these spheres (universitas sonorum) within the whole Cosmic structure of the Universe.
 
Just note, taking into consideration the reflections made above, the peculiar role music, within this sacred perspective, had in the past as critical component of the Sacred Science and Knowledge directly integrated, interconnected and linked to philosophy, astronomy, maths and geometry.
 
Apollo is surrounded by the Muses "singing for him", by the seven planets and the fixed sphere. The Muses are the divine expression of the Thought's Action: they are the Universe's singing activity. Apollo and the Muses are those forces directing the Universe (Apollon Musagète - directing the Muses). He is the Muses' unifying element, Lord of the Total Harmony,  a force connecting different elements at the base of this Cosmic Harmony.

Apollo has the power to render "the entire intellectual substance as a whole because he joins the extremes in an unique and identical reality" (Emperor Julian, Hymn to King Helios, 22)

His rays show a dancing pace, they are pure, they provide force to the "links": not accidentally, with his rays the Vestals ignited the Sacred Fire of Vesta (Apollo provides Vesta with Energy - The Solar-Cosmic Force ignites the "Links"- the "Relations" between elements which otherwise are sterile).

As already mentioned, his sacred plant is the laurel because this plant is "full of fire" being capable to keep the negative daemons away. Furthermore, Tradition indicates that the laurel is a "loquacious plant when burning" evidencing the prophetic power expressed by Apollo. Pythis in Delphi held a branch of laurel in a hand, chewing the laurel leaves and inhaling the smoke from the burning leaves.  A crakling laurel manifests the Apollo's oracle power who gives oracles near this plant. 

The laurel is also an important plant in Theurgy, for purification and curative practices. 

Apollo has the power to remove Evil, in a very broad sense: Asclepius is the Apollo representation as The Medicine. In this case, he has a stick, symbolizing the axis, the support for men and women against the deseases, around which a snake is clung as symbol of body and soul salvation. Being connected to the Sun Rays, Apollo relieves from deseases, purifies the body and restores harmony to the body. A physical or a psychic desease is symptom of a "dis-order", "disgregation", "dis-harmony". The heat of the Sun Rays restores the "equilibrium", the "balance". Apollo is a curative force not only in physical terms because he restores balance to the soul conveying the Rays coming from the Inner Sun.

Everyone of us has inside his/her deeper substance a matter deriving from the Cosmic energy, the energy of the Sun and the other stars. Even Science has confirmed that we are made of Cosmic Matter: we are made of Light. In our rational part a Sun Ray shines thanks to Apollo. If we will be capable to understand and codify the "Apollo's Message", we have the possibility to take part of the "Knowledge" becoming Solar Women and Men or Perfect Women and Men, thus igniting this Sun Ray hidden inside us and turning on this Light inside us. The so-called common people are just purely and solely rational individuals who however still "ignore": there is no light inside them.

 I have just cited minimal, superficial and brief considerations. Nonetheless, on the base of this, can we define these issues as a component of a Religion according to a profane, devotional sense? Maybe we are dealing with something more complex and deeper....

Luglio - Apollo

L'antico nome di questo mese è Quintilis poichè era il quinto mese dell'antico calendario di Numa che iniziava a Marzo. In seguito venne chiamato Julius in onore di Giulio Cesare.

Il mese è dedicato ad Apollo (polarità machile): si tratta quindi di un periodo dedicato alla trascendenza, alla saggezza, alla medicina, alla musica e alla poesia.

Apollo viene associato al Sole: viene anche definito come "colui che esiste senza dipendere dagli eventi del Mondo", "colui che sta in disparte", "l'astratto" o "il sempre lontano".

Gli animali sacri ad Apollo sono: il cigno, il lupo, il cervo e soprattutto il delfino.
Le piante e gli alberi sacri ad Apollo sono: il cipresso, il giacinto e l'alloro.

Ad Apollo (e a Diana sua polarità femminile) erano dedicati i Ludi Saeculares che si tenevano a Roma ogni cento anni.

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Poichè il calendario sacro agisce come una sorta di bussola per orientarci fra le forze e le energie divine, possiamo dire che questo periodo dell'anno è fortemente permeato dall'energia di Apollo, una Divinità estremamente complessa. Pertanto ritengo possa essere utile approfondirne, sia pur brevemente, le caratteristiche per comprenderne il significato ed il ruolo. Ovviamente quello che segue deve essere inteso in senso non-profano.

Notare la simbologia estremamente complessa che accompagna questa reaffigurazione di Apollo di epoca Etrusca

 Apollo è "associato" al Sole (Helios), da intendersi non come ente astronomico, come emanazione di questa Grande Divinità. 

"Apollo dimora con Helios e ne condivide la semplicità dei pensieri, l'immutabilità della sostanza e l'uniformità dell'attività" (Giuliano Imperatore, A Helios Re, 22)

Apollo è in particolare il pulsare dei raggi del Sole. Esso è "Luce": viene definito "lucente", "splendente", "chiaro", "brillante" ed è simboleggiato dalla lira per rappresentare l'armonia celeste. Esso reca le frecce che simboleggiano appunto la forza dei Raggi del Sole che hanno un potere creativo o distruttivo.

Lo stesso nome di Apollo viene definito come "ben accordato ed armonizzato", da qui l'associazione con la musica. Ma la musica di cui si parla non è quella profana, ma quella "universale" e "cosmica" risultante dall'armonia dell'Universo stesso. Apollo infatti porta l'ordine e la misura nell'Universo eliminando ogni dissonanza. Egli quindi si pone al centro come un "direttore d'orchestra" coordinando la musica del cosmo ed agendo come un equilibratore. Secondo l'ordine dei Caldei Apollo si trova infatti nel punto di equilibrio delle nove sfere: le nove sfere "danzano in armonia intorno al Sole". L'harmonia mundi risulta quindi dall'insieme del suono e canto di tutte le sfere (universitas sonorum) all'interno di tutta la struttura cosmica dell'Universo.

Apollo è circondato dalle Nove Muse "che cantano per Lui", dai sette pianeti e dalla "sfera fissa". Le Muse sono l'espressione divina dell'attività del pensiero: esse sono "il canto dell'Universo". Apollo e le Muse sono quindi quelle forze che "dirigono" l'Universo (Apollo Musagete - che dirige le Muse). Apollo è l'elemento unificante delle Muse, Signore dell'Armonia Totale, forza che lega elementi differenti che sono alla base di questa Armonia Cosmica.

Il suo potere principale è quello "grazie al quale fa apparire l'intera sostanza intellettuale come un tutto unico, perchè congiunge i suoi estremi in un'unica ed identica realtà" (Giuliano Imperatore, A Helios Re, 22).

I suoi raggi hanno un andamento "danzante" e con i suoi raggi le Vestali accendevano e custodivano il Fuoco Sacro di Vesta.

Come già detto, la sua pianta simbolica è l'alloro perchè considerata "pianta piena di fuoco" capace di allontanare i daemoni negativi. Inoltre la tradizione indica che l'alloro è una "pianta loquace quando brucia" e ciò viene associato al potere profetico connesso ad Apollo. La Pizia a Delfi ne impugnava un ramo, ne masticava le foglie e ne inalava i fumi dalle foglie bruciate. L'alloro che crepita manifesta il potere oracolare di Apollo che può dare oracoli dove cresce questa pianta. 

L'alloro è inoltre una pianta importantissima nelle pratiche teurgiche, purificatrici e curative.

Apollo ha inoltre il potere di allontanare i mali dagli uomini e dalle donne: Asclepio è il suo simbolo come forza della medicina. In questo caso esso presenta un bastone come sostegno ai malati intorno al quale si avvinghia un serpente come simbolo della salvezza del corpo e dell'anima. Essendo legato ai raggi del Sole, Apollo libera dalle malattie, purifica il corpo e restituisce armonia al corpo. La malattia infatti è sintomo di disordine, disgregazione, disarmonia. Il calore dei raggi del Sole riporta invece l'equilibrio. Apollo quindi è forza curativa e salvifica non solo del corpo ma anche dell'Anima poichè veicola i Raggi del Sole Interiore. Poichè ciascuno di noi contiene in sè quella materia che deriva dall'energia del Sole, del Cosmo e delle altre stelle, nella parte razionale di una persona risplende un raggio per opera del Sole-Apollo. La comprensione del "messaggio di Apollo" implica di avere parte della Conoscenza e di divenire Uomini e Donne Solari ovvero Perfetti. Gli altri sono uomini e donne puramente e solamente razionali, ma che tuttavia "ignorano".

Quelle che ho qui riportato sono considerazioni "minime", superficiali  e brevi. Tuttavia, sulla base di ciò, possiamo ancora definire tutto questo pertinenza di una religione nell'accezione "moderna" del termine? Non ci troviamo forse di fronte a qualcosa di più complesso, di più profondo?

mercoledì 25 giugno 2014

Nymphs, Spirits of the Trees, Fairies

When walking in a forest, in silence and solitude, one can feel that the trees are whispering and murmuring. According to the Tradition, trees are not mere objects, immobile component of the landscape, simple expressions of the plant kingdom: they are rather Living entities, they are "Beings". They are moreover "inhabited": they effectively whisper and murmur. 


Trees, with no exception, are expressions of a Deity, usually a Goddess (but not always...). We are in June now, so I remind that the Oak is a tree sacred to Juno (even before a tree sacred to Jupiter) as well as the walnut, the nut tree and the almond tree. In the past, before a  marriage, nuts, almonds and walnuts were offered as symbols of fecundity and solidity of the future family.

The spirit of the Oak is a Driad: every oak has her own driad distinguishing each oak from another oak like every man has his own Genius and every woman has her own Juno. These spirits of the trees are also identified as Nymphs and, having a remarkable generating force, are always expression of the feminine energy. This is the reason why trees in the Latin language, have always a feminine gender.

The popular folklore has then transformed these Nymphs into Fairies. Every trees has therefore a spirit, a Nymph, a Fairy: the presence of such Fairies is not aimed to populate the fairytales for children but rather granting and preserving the identity of every tree, their dignity as noble expressions of the Force of the Nature.


Here I include as an example a short list of names of some Fairies linked to important sacred trees.
  • Driad: spirit-nimph-fairy of the Oak
  • Melia: spirit-nimph-fairy of the Ash 
  • Maelia: spirit-nimph-fairy of the Pomegranate
  • Cariatide: spirit-nimph-fairy of the Nut tree
  • Eliconia: spirit-nimph-fairy of the Willow

Ninfe, Spiriti degli Alberi, Fate

Passeggiando in un bosco, in silenzio e solitudine, può capitare di avere la sensazione che gli alberi "bisbiglino". Secondo la Tradizione, gli alberi non sono oggetti, non sono delle semplci espressioni del mondo vegetale, ma sono dei "viventi", sono "esseri" oltretutto "abitati": ed essi effettivamente bisbigliano.

Tutti gli alberi sono espressione di una Divinità, nella maggior parte dei casi, di una Dea (ma non sempre). Poichè siamo nel mese di Giugno, ricordo che la quercia è un albero sacro a Giunone ancor prima che a Giove. Allo stesso modo, il nocciolo, il mandorlo ed il noce sono piante sacre a Giunone, tant'è che agli sposi anticamente venivano regalate noci, mandorle e nocciole per rappresentare la solidità e la fecondità del matrimonio. Lo spirito della quercia è la driade: ogni quercia ha la sua driade che la distingue dalle altre quercie come ogni singolo uomo ha il suo specifico Genius ed ogni donna la sua propria Juno. Questi spiriti degli alberi sono identificate come Ninfe e, poichè detengono una notevole energia generatrice, sono sempre espressione dell'energia femminile. Per questo tutti gli alberi, nella lingua latina, sono di genere femminile. 

La tradizione popolare ha poi trasformato le Ninfe degli Alberi nelle Fate. Ogni albero ha pertanto il suo spirito, la sua Ninfa, la sua Fata il cui scopo non è quello di alimentare le favole dei bambini, ma di garantire l'identità di ogni albero come un essere vivente, come espressione nobile della forza della Natura.


Riporto a titolo di esempio di seguito la denominazione di alcune Fate di importanti alberi sacri.

  • Driade: spirito-ninfa-fata della Quercia
  • Melia: spirito-ninfa-fata del Frassino
  • Maelia: spirito-ninfa-fata del Melocotogno
  • Cariatide: spirito-ninfa-fata del Nocciolo
  • Eliconia: spirito-ninfa-fata del Salice

giovedì 12 giugno 2014

Divine Forces, Divine Energies

In this blog I often use terms like "Force", "Energy", "Power" as representation of the Divine. As these terms are not used by accident, but with a precise value and meaning, I think that it could be useful to provide some detail about this issue.


In another post, I have defined Gods and Goddesses as "super-existential expressions of the Being" or manifestations of the reality standing above the the mere existence in profane and physical terms.

Gods and Goddesses, as plurality of these manifestations, do not have a simple naturalistic value, even if filling any aspect of the Nature with their essence. In this perspective these super-existential expressions of the Being are not placed within a quantitative and spatial dimension, but, firstly, within a Spiritual Dimension, as creating and productive sources. For this reason they appears to us as Creating and Producing Powers where the term Power doesn't describe a potentiality, but rather the pure action, the act, the acting.

Gods and Goddesses are thus Pure Acts, Active Forces having a Spiritual Creative Energy: this force, this energy trascends the physical dimension characterized by the "quantity": for this reason they are above the Being but in the same time filling with their qualities any aspect of the Being. They are thus the essence, the contents of the World, the Nature, the Universe. 

Understanding the Gods and Goddesses, through their manifestation, using the Vocabulary, the compass of the Traditional Roman Spirituality, means to achieve the Pax Deorum starting also to understand what the Nature really is rather than how the Nature works.

Forze Divine, Energie Divine, Potenze Divine

Mi sono accorto che molto spesso in questo blog uso termini come "Forza", "Energia", "Potenza" come rappresentazione del Divino. Poichè questi termini non vengono impiegati a caso, ma con una valenza ed un significato ben preciso, ritengo che sia utile fornire qualche dettaglio a riguardo.

In un'altra occasione ho definito gli Dei e le Dee come "forme super-esistenziali dell'Essere" ovvero come manifestazioni del reale che si pongono al di sopra dell'esistenza in senso fisico e profano. Gli Dei e le Dee, come pluralità di queste manifestazioni, non hanno quindi una valenza meramente naturalistica, anche se riempiono di sè ogni aspetto del reale e della Natura. In questo senso queste forme super-esistenziali dell'Essere non si muovono in una dimensione quantitativa e spaziale, ma, in primo luogo all'interno della dimensione dello Spirito, come sorgenti, fonti, creatrici e produttrici. In questo senso appaiono come Potenze Produttrici ove il termine Potenza non esprime una potenzialità, ma l'azione, l'atto, l'agire

Gli Dei e le Dee sono quindi "atti puri", "forze attive" dotate di energia spirituale creatrice: questa forza, questa energia trascende il mondo fisico caratterizzato dalla "quantità": in questo senso si pongono al di sopra dell'Essere, ma allo stesso tempo riempiendo con le loro qualità ogni aspetto dell'Essere. Per questo essi sono l'essenza, il contenuto del Mondo, della Natura, dell'Universo. Comprendere gli Dei e le Dee,  attraverso le loro manifestazioni utilizzando il Vocabolario, la bussola della Spiritualità Tradizionale Romana, significa conseguire la Pax Deorum ed iniziare a capire non tanto come funziona la Natura, ma che cosa sia realmente la Natura.

mercoledì 4 giugno 2014

The Lily

June is a month enterely permeated by the universal feminine force of the Nature embodied in Juno. The flower better describing this Nature's divine force embodied by Juno is the lily.


In Arval terms and within the Arval Science, the lily is named Iunonia Rosa and, being symbol of fertility, was (and still is) the sacred flower always accompanying any feminine rite and cult. In the Arval Garden (hortus) the lily is included in the Moon's flowerbed. The lily is one of the main floral symbol of the Great Mother Goddess: Juno, as declination of this Goddess, expresses authority, regality, nobility of this cosmic force as well as the power of her laws and rules. The lily therefore describes these qualities and properties.

Like other Sorceress-Goddesses and as potnia, also Juno, in Arval terms, describes a hortus sanitatis. This kind of garden must be sorrounded by oaks. In a clearing the Juno's hortus sanitatis can be created where the lilies can be cultivated, as symbols of the fecundating feminine force, together with the pomegranate, crocus, pansy, red anemone, hyacinth, poppy and lotus. These flowers and plants represent the Juno's essences.

The lily/fleur-de-lis, as well as the whole Juno's hortus sanitatis, are important  components of the Great Symbolic Garden where they represents fertility, fecundity, peaceful future. They are thus essential elements of the so-called Flower-Woman symbol of felicitas or harmony with Gods and Goddesses.

The white lily represents the purity of the feminine force and the purity and sacrality of the feminine sexual sphere: together with the red lily, they are important symbols in the Sacred Science, in esoterism and in the Hermetic Science.

Il Giglio

Il mese di giugno è interamente permeato dalla forza femminile della Natura e dell'Universo che si materializza nella figura divina di Giunone. Il fiore che maggiormente esprime questa forza divina della Natura impersonificata da Giunone è il giglio.

Nella Scienza Arvale il giglio viene denominato Iunonia Rosa e, in quanto simbolo di fecondità, era il fiore sacro presente in tutti i culti femminili. All'interno del Giardino (hortus) Arvalico il giglio viene ricompreso nell'Aiuola della Luna. Il giglio infatti è uno dei simboli floreali principali della Grande Dea Madre: Giunone, come declinazione di questa Dea, esprime l'autorità, la regalità, la nobilità, di questa forza cosmica nonchè la potenza delle sue leggi e delle sue regole. Il giglio quindi esprime in primo luogo tutte queste qualità. 

Anche Giunone, in questo caso in veste di potnia, descrive come altre Dee-Maghe, in termini arvalici, un hortus sanitatis. Questo tipo di giardino deve essere circondato da un folto bosco di quercie. In una radura si sviluppa l'hortus sanitatis di Giunone dove vengono coltivati i gigli, come simbolo fecondante femminile, la melagrana, il croco, la viola, l'anemone rosso, il giacinto, il papavero, il loto. Tutti questi fiori e piante costituiscono le essenze di Giunone.

Il giglio-fiordaliso, e l'intero hortus sanitatis di Giunone, sono elementi importanti del Grande Giardino Simbolico in cui rappresentano la fertilità, la fecondità, il futuro sereno. Sono pertanto elementi essenziali della cosiddetta Donna-Fiore, simbolo di felicità ovvero di armonia con gli Dei e le Dee.

Il giglio bianco inoltre rappresenta la purezza della forza femminile e la purezza e sacralità della sfera sessuale femminile ed insieme al giglio rosso, sono anche simboli importanti nella Scienza Sacra, nell'esoterismo e nella Scienza Ermetica.

lunedì 2 giugno 2014

June - Juno

This month is entirely devoted to the sacralization of the universal feminine polarity manifesting  her force both in microcosm and in macrocosm. We call "female polarity" that centripetal, coagulating, generating, creating force permeating everything in opposition to that polarity we call "male polarity" being a centrifugal, dissolving, destroying force.
 
Each individual has both polarities: the perfect being, the Androgyne Rebis, can show simoultaneously these two forces.
 
For this reason June is therefore a feminine month by definition during which this energy, pertaining both men and women, is celebrated. In a more profane sense, June is essentially dedicated to women. 

June receives his name from Juno a great Goddess representing the sacralization of the feminine being, the Jupiter's feminine polarity with who she shares the simbology of authority, preminence, majesty, heights.

Juno represents marriage, fertility, birth and motherhood. Her sacred ministress, the flaminica - the flamen Dialis' wife (Jupiter Minister) every first day of the month, sacrificed to Juno a white heifer to ask protection for women.

Sacred animals for Juno are: goose and crow.
The sacred tree of Juno is the oak.
 
Examples of Juno's Indigitamenta:
  • Juno Fluonia - sacralization of menstruation
  • Juno Domiduca - sacralization of the movement of the young wife to her new house
  • Juno Cinxia - sacralization of the opening of the young wife belt after the marriage
  • Juno Juga e Iunxia - sacralization of wedding
  • Juno Lucina - sacralization of birth
Juno is also the feminine polarization of the Genius. Every man has his own Genius or his spiritual and invisible copy keeping the material part alive. In the same way every woman has her own Juno.

Juno and Genius give to individuals suggestions and advices, force, energy and determine individual attitude. At every birthday men and women celebrate their respective Genius or Juno.

Giugno - Giunone

Questo mese è interamente dedicato alla sacralizzazione della polarità femminile dell'Universo che si manifesta nel macrocosmo e nel microcosmo. Chiamiamo "polarità femminile" quella forza centripeta, coagulante, generativa, creativa presente in tutte le cose in opposizione alla polarità che chiamiamo  "maschile" che è centrifuga, dissolvitrice, distruttiva. Ogni individuo possiede dentro di sè queste due polarità: l'essere perfetto, il Rebis androgino, è capace di evidenziare contemporaneamente queste due forze.

Per questo motivo Giugno è quindi un mese femminile in cui si celebra questa energia presente anche negli uomini e nelle donne. In senso maggiormente profano Giugno è principalmente dedicato alle donne.
 
Giugno trae il suo nome dalla Juno ovvero la Dea Giunone che rappresenta la sacralizzazione dell'essere femminile, polarità femminile di Giove con cui condivide la simbologia legata all'autorità, alla sommità.

Giunone rappresenta il matrimonio, la fecondità, il parto e la maternità. La sua sacerdotessa, la flaminica moglie del flamen Dialis (di Giove) ogni primo giorno del mese sacrificava una giovenca bianca per invocare la protezione su tutte le donne.

Animali sacri a Giunone sono: l'oca e la cornacchia.
L'albero sacro di Giunone è la quercia
Esempi di indigitamenta di Giunone:
  • Juno Fluonia - sacralizzazione del ciclo mestruale
  • Juno Domiduca - sacralizzazione del trasferimento della sposa nella nuova casa
  • Juno Cinxia - sacralizzazione dello scioglimento della cintura della sposa il giorno delle nozze
  • Juno Juga e Iunxia - sacralizzazione del matrimonio
  • Juno Lucina - sacralizzazione del parto

Giunone (Juno) è il femminile di Genius. Ogni uomo ha il suo Genius ovvero il suo doppio spirituale ed invisibile che tiene in vita la parte materiale. Allo stesso modo, ogni donna ha la sua Juno.

Juno e Genius consigliano, determinano il carattere,
danno forza. Ad ogni compleanno gli uomini e le donne ricordano e festeggiano il rispettivo Genius o Juno.

martedì 27 maggio 2014

Precatio Terrae Matris

We are about to undertake the great agricultural activities. For this reason I include this Precatio Terrae Matris as extremely important invocation also for the Arval Sisters and Brothers. It is important to remind this Precatio when we are approacing our agricultural and gardening works as spiritual and religious practice and Via as well as to keep us in a state of continuos awareness.






Dea sancta Tellus, rerum naturae parens,
quae cuncta generas et regeneras indidem,
quod sola praestas gentibus vitalia,
caeli ac maris diva arbitra rerumque omnium,
per quam silet natura et somnos concipit,
itemque lucem reparas et noctem fugas:
tu Ditis umbras tegis et immensum chaos
ventosque et imbres tempestatesque attines
et, cum libet, dimittis et misces freta
fugasque soles et procellas concitas,
itemque, cum vis, hilarem promittis diem.
tu alimenta vitae tribuis perpetua fide,
et, cum recesserit anima, in tete refugimus:
ita, quicquid tribuis, in te cuncta recidunt.
merito vocaris Magna tu Mater deum,
pietate quia vicisti divom numina;
tuque illa vera es gentium et divom parens,
sine qua nil maturatur nec nasci potest:
tu es Magna tuque divom regina es, dea.
te, diva, adoro tuumque ego numen invoco,
facilisque praestes hoc mihi quod te rogo;
referamque grates, diva, tibi merita fide.
exaudi me, quaeso, et fave coeptis meis;
hoc quod peto a te, diva, mihi praesta volens.
herbas, quascumque generat maiestas tua,
salutis causa tribuis cunctis gentibus:
hanc nunc mihi permittas medicinam tuam.
veniat medicina cum tuis virtutibus:
quidque ex his fecero, habeat eventum bonum,
cuique easdem dedero quique easdem a me acceperint,
sanos eos praestes. denique nunc, diva, hoc mihi
maiestas praestet tua, quod te supplex rogo. 


Goddess revered, O Earth, of all nature Mother, 
engendering all things and re-engendering them from the same womb, 
because thou only dost supply each species with living force, 
thou divine controller of sky and sea and of all things, 
through thee is nature hushed and lays hold on sleep, 
and thou likewise renewest the day and dost banish night. 
Thou coverest Pluto's shades and chaos immeasurable: winds, rains and tempests 
thou dost detain, and, at thy will, let loose, and so convulse the sea, 
banishing sunshine, stirring gales to fury, 
and likewise, when thou wilt, thou speedest forth the joyous day. 
Thou dost bestow life's nourishment with never-failing faithfulness, 
and, when our breath has gone, in thee we find our refuge: 
so, whatsoe'er thou bestowest, all falls back to thee. 
Deservedly art thou called Mighty Mother of Gods, 
since in duteous service thou hast surpassed the divinities of heaven, 
 and thou art that true parent of living species and of gods, 
without which nothing is ripened or can be born. 
Thou art the Mighty Being and thou art queen of divinities, O Goddess. 
Thee, divine one, I adore and thy godhead I invoke: 
graciously vouchsafe me this which I ask of thee: 
and with due fealty, Goddess, I will repay thee thanks. 
Give ear to me, I pray, and favour my undertakings: 
this which I seek of thee, Goddess, vouchsafe to me willingly. 
All herbs soever which thy majesty engendereth, for health's sake 
thou bestowest upon every race: 
entrust to me now this healing virtue of thine: 
let healing come with thy powers: 
whate'er I do in consonance therewith, let it have favourable issue:
to whomso I give those same powers or whoso shall receive the same from me, 
all such do thou make whole. 
Finally now, O Goddess, let thy majesty vouchsafe to me what I ask of thee in prayer. 

Precatio Terrae Matris

In occasione dell'avvio dei grandi lavori agricoli in campagna, accludo in questo post questa Precatio Terrae Matris, invocazione importantissima anche per i Fratelli e le Sorelle Arvali. Ricordiamola ogni volta che ci apprestiamo a "coltivare la Terra" come pratica religiosa e spirituale, come Via, e come percorso interiore per mantenere sempre viva la nostra consapevolezza.









Dea sancta Tellus, rerum naturae parens,
quae cuncta generas et regeneras indidem,
quod sola praestas gentibus vitalia,
caeli ac maris diva arbitra rerumque omnium,
per quam silet natura et somnos concipit,
itemque lucem reparas et noctem fugas:
tu Ditis umbras tegis et immensum chaos
ventosque et imbres tempestatesque attines
et, cum libet, dimittis et misces freta
fugasque soles et procellas concitas,
itemque, cum vis, hilarem promittis diem.
tu alimenta vitae tribuis perpetua fide,
et, cum recesserit anima, in tete refugimus:
ita, quicquid tribuis, in te cuncta recidunt.
merito vocaris Magna tu Mater deum,
pietate quia vicisti divom numina;
tuque illa vera es gentium et divom parens,
sine qua nil maturatur nec nasci potest:
tu es Magna tuque divom regina es, dea.
te, diva, adoro tuumque ego numen invoco,
facilisque praestes hoc mihi quod te rogo;
referamque grates, diva, tibi merita fide.
exaudi me, quaeso, et fave coeptis meis;
hoc quod peto a te, diva, mihi praesta volens.
herbas, quascumque generat maiestas tua,
salutis causa tribuis cunctis gentibus:
hanc nunc mihi permittas medicinam tuam.
veniat medicina cum tuis virtutibus:
quidque ex his fecero, habeat eventum bonum,
cuique easdem dedero quique easdem a me acceperint,
sanos eos praestes. denique nunc, diva, hoc mihi
maiestas praestet tua, quod te supplex rogo. 





“Santa Dea Terra, madre della natura,
che da sempre generi e rigeneri tutte le cose;
perchè tu sola proteggi i viventi,
e perciò arbitra del cielo, del mare e di tutto;
per te tace la natura e dorme,
tu rinnovi la luce e fai fuggire la notte:
tu copri l’ombre di Dite e l’immenso caos;
e freni i venti e le piogge, e le tempeste,
e, quando vuoi, plachi ed agiti le acque
e fughi il sole e susciti le tempeste
e, quando vuoi, fai apparire il lieto giorno.

Con perpetua fede porgi alimenti alla vita,
e, quando l’anima si sarà allontanata, in te è il nostro rifugio:
così tutto ciò che dai, in te ricade.
Giustamente sei chiamata la Grande Mater degli dei,
perché vincesti in amore le potenze divine.
 

Tu sei veramente Mater dei viventi e degli dei;
senza te nulla può maturarsi e giungere al nascimento;
tu sei grande, tu sei regina e dea degli dei.
Te, o dea, adoro e invoco la tua potenza;
benigna concedimi ciò che ti chiedo,
e ti renderò giuste grazie, o dea.
Esaudiscimi, come tu soli, ti prego, e sii propizia ai miei compiti;
ciò che ti prego, o dea, voglimi concedere.
 

 I Semplici, quanti ne genera la tua grandezza,
tu li dai, per la loro salute, a tutte le genti:
questo tuo rimedio ora tu accordami;
venga a medicare con le sue virtù.
 

 Qualunque cosa farò con essi, abbia buon esito;
a chiunque li darò, chiunque da me li riceverà,
falli sani in ogni tempo.
T’imploro, o Dea, che a me
la tua grandezza conceda ciò che supplice ti chiedo.”

lunedì 19 maggio 2014

Traditional Symbols: the Vulcan's Hammer

With this post, I would like to add some brief reflections about the symbolism related to Vulcan. A typical symbol of this Divine Force is surely the hammer. This symbol shows a very complex value because linked to the metallurgic power of this force. The hammer is a typical expression of Vulcan as underground fire, deriving from the Celestial Fire through the thunder, capable to forge, curve and manipulate the metals.

For this reason, the hammer is firstly a symbol of the thunder as link between the Sky and the Earth: it is important to remind moreover that the myth indicates that the Jupiter's thunders are made by Vulcan with his hammer to highlight the strict and continuos relation between  Celestial Fire and Underground Fire.

The Vulcan's hammer is the tool by which this force forges the weapons for heroes. Moreover the hammer is a critical symbol wthin the Mysteries of Cabeiri of Samothrace.

The Vulcan's hammer, link between Celestial Fire and Underground Fire, shows the typical shape of Tau to evidence the ctonic symbolism of this tool. With this shape, the Vulcan's hammer describes an unitary Force expressed through a duplicity. It is a polarizing and axial tool in the handle, but having two extremities, poles, branching off from the same axis. For this reason it is very similar to the caduceus: the Vulcan's hammer has two opposite and inverse directions, two hemishperes, two opposite energies like the yin and yang in the chinese tradition.

The Vulcan's hammer has a striking and lightning power both as creating and destruction power: these are opposite implementations of the same force. It is thus symbol of Life and Death, generation and destruction, coagulation and dissolving (solve et coagula).


Simboli Tradizionali: il Martello di Vulcano

Con questo post continuo le mie riflessioni sul simbolismo di Vulcano. Un tipico simbolo di questa forza divina è certamente il martello, simbolo che detiene una valenza molto complessa perchè connessa al potere metallurgico di questa forza. Il martello è infatti una tipica espressione di questa forza divina connessa al fuoco sotterraneo, di derivazione celeste tramite il fulmine, che forgia, plasma e manipola i metalli.

In questo modo il martello è certamente uno strumento che simboleggia il fulmine ovvero il legame fra Cielo e Terra: non bisogna dimenticare poi che il mito ci dice che il fulmini di Giove sono forgiati da Vulcano con il suo martello a sottolineare ulteriormente il legame fra Fuoco Celeste e Fuoco Sotterraneo. 

Il martello di Vulcano è anche lo strumento con il quale questa forza divina forgia le armi per gli eroi. Inoltre il martello è un simbolo importantissimo nell'ambito dei Misteri dei Cabiri. 

Il martello di Vulcano, legame fra Fuoco Celeste e Fuoco Sotterraneo, ha la forma del Tau proprio per evidenziare il simbolismo ctonio di questo strumento. Con questa sua forma, il martello di Vulcano esprime una forza unitaria che si declina in una duplicità. Esso è uno strumento polarizzante ed assiale, nella sua parte del manico, ma ha due estremità, due poli, che si diramano dallo stesso asse. In questo senso è molto simile al caduceo: il martello di Vulcano presenta due poli, due correnti inverse, due emisferi, due energie opposte come nello yin e yang cinese. Esso infatti  possiede un potere folgorante sia di creazione che di distruzione: ovvero applicazioni opposte della medesima forza. Il martello di Vulcano diventa quindi simbolo di vita e di morte, produzione e distruzione, coagulazione e dissolvimento, generazione e corruzione.

venerdì 9 maggio 2014

Vulcan: the Metals

May is a month dedicated to Maia (feminine polarity) and to Vulcan (male polarity): about this topic I have already written some considerations here and here.

These two forces are linked to the underground fire, but, as I have wirtten in those posts, they show very relevant differences. Having already written some information about Maia, I would like to make some reflections about Vulcan (whose main festival is however celebrated in August). It is important to remind that this is a very complex Divine Force about which I will make just some brief consideration: Vulcan involves many esoteric, theurgical and alchemy aspects which cannot be discussed here also for the extreme complexity of the topic impossible to be analyzed in few words (requiring a deep esoteric knowledge and language)

I would like however to highlight that, once again, I'm discussing about a relevant expressions of a Traditional Knowledge: it is not a question of "religion", in a profane sense, or a myth, as a sort of fairtale, about an "old lame man". Vulcan represents a precise declination of the Being, the Nature, the Universe.

As already said, Vulcan describes the sacralization of the Underground Fire, a "tepor" hidden in the Deep of the Earth. Unlike Maia, Vulcan is strctly connected to the metals as secret divine concealed symbols of the Earth and the Spirit, to metallurgy (the knowledge of the metals' manipulation, forging and shaping), to the "know how".

Tradition represents Vulcan as a muscle man (The Force of Fire) wearing a dark blue hat (pileus). This is the symbol of the fact that Vulcan is an underground fire descending from the Sky, a remote Fire coming from the more remote deep parts of the Sky. Nonetheless, Vulcan is a Lame God using a wood stick as a support: this is because, even if deriving form the Celestial Fire and being generated by the Celestial Fire, the Terrestrial Fire is less intese: it depends on the Matter. Unlike the Celestial Fire, Vulcan needs air to be lighted, he can be extinguished, he always needs something to be fueled. The Terrestrial Fire for example must be fueled by wood: this is the reason why Vulcan has a wooden stick a a support.

Vulcan is thrown on Earth by Jupiter through a thunder.

The hat (pileus) evidences also the fact that Vulcan, with his tools of the Allegorical Art, is a Maker-God: artisan, blacksmith, forger, goldsmith and great expert of the secrets of the metals concealed in the underground stones.  

The knowledge of the metals and their secrets, the knowledge of metallurgy (thanks also to well defined allegorical tools - i.e. the hammer or the anvil), are clear links to the Traditional Science very similar to the Building Art, the Art of manipulation and use of the stones (i.e. the cornerstones) to create sacred Buildings.

Being a traditional Science, the Vulcan Knowledge shows a cosmological, iniziatic and symbolic value connected to the physical features of the metals (as astral and divine fecundation in the gremium matris terrae) and to their manipulation. The most relevant example of this Knowledge is Alchemy and its complex Science, Art and symbology related to the transmutation of the metals, the research of the transfiguring sings and powers hidden in the metals towards the palingenesis. Similarly, the metals are critical components in the Corpus Hermeticum and in the Emerald Tablet.
The metals are focal elements in the  Science of Correspondence and the Science of Signatures or those Traditional Sciences aimed to identify those signs and corrispondences linking the Worlds from Macrocosm to Microcosm. In particular, the metals are parts of the seven divine correspondences among the different levels of the Being connecting numbers, colors, metals, musical notes, planets, Gods/Goddesses, etc. I just remind that the Roman Temple was built over a base composed of seven steps each of which related to these correspondences. It's important to remind also the peculiarity of the site of the Volcanal in Rome.

These energies show a correlation expressed also by the metal, in particular by some metals. The Ages of the Mankind are also expressed into Metal Terms: Iron Age, Bronze Age, Golden Age. The use of these terms however may show a complex symbology going well behind the conventional meaning of the common use; it expresses a link between Time Cycles and a precise Metal (and its symbolic value) rather than a simple historical phases of mankind.



Some precise expressions of the status of the conscience are related to the metals/planets/Deities according to the spiral path of the palingenesis. 
  • Saturn-lead-black: rational intelligence
  • Moon-Diana-silver-white: life energies
  • Jupiter-bronze-blue: external conscience-vis agendi-will
  • Mercury-mercury-orange: infraconscious energy of the subtle, invisible, psychic intellect
  • Mars-iron-red: ardor, animosity
  • Venus-copper-green: love
  • Sun-Apollo-Gold: solar conscience
It can be reported also the ermetic classification (freeing from the darkness and metals' transmutation):
  • Lead-Saturn-Black
  • Tin-Jupiter-Grey
  • Silver-Moon-White
  • Iron-Mars-Rust
  • Copper-Venus-Red/Yellow
  • Purple-Gold-Sun-Red
The metals' manipulation, in the myth of Vulcan, drives to the distinction between coarse (natural) and wrought metals, noble and base metals. The wrought metals, manipulated by Vulcan with his Art's Tools (i. e. Gold or Iron to forge swords or shields) are referred to an operation based on a secret and ermetic knowledge and work. Vulcan doesn't discover the metals and thier properties: he forges the metals with his fire in his workshop-smithy, in his furnace.

Coarse metals are a symbolic expression of a "petrifying" of cosmic energies which, being hidden in the deep underground, are covered by Darkness, materiality, "terrestriality". The metals' forging, and their sublimation-transformation in noble metals - in Gold (not the common, profane gold), represents a symbolical "purification" and "refining" or freeing a man/woman from the "Matter", the Darkness, the "Tomb of the Living Entity". This Fire-Vulcan is therefore an ermetic Fire, a Fire capable to extract, to shape, modifying and curving the Matter, capable to turn, even in spiritual terms, a coarse and concealed metal into a sword.

The corresponding links between metals, Deities and energy centres and organs in the human body are a further epressions of these relations. The Vulcan Knowledge describes a process according to which the energies of a Deity, hidded underground, are manifested in a metal thus consacrated to this Deity. Similarly these energies are concealed into the Centres (the Seven Centres of Life) and in the main organs of the body with a symbolic connections to some well-identified metals.

For this reason, the presence of certain metals on the body (or inside the boy) is not a casual event: at a very superficial level, the presence of these metals on the body and their contact with the body, implies a symbolic action with the Deities connected to these metals, sometimes stimulating in other circumstances hampering the flowing of the energies inside the body. In other cases they can awake sleeping forces inside the body or blocking them at all. The Vulcanic Knowledge thus involves a convergence between physics and theology, physiological and mystical factors: necklaces, rings or bracelets for example are not mere "nick-nacks" having just an aestetic value, but they can trasmit and translate a precise symbology connected to the divine value of the metal -or stone- they bring.
 
On the base of this Vulcanic Knowledge, it could be better to have an adequate awareness also of these issues.